La collezione

Museo Boncompagni Ludovisi

Il Museo raccoglie oltre a dipinti, sculture e arredi originari del Villino anche quelli acquisiti al momento della nascita del Museo e quelli provenienti dalla Galleria nazionale d'arte moderna. Mobili, sculture, dipinti e suppellettili rievocano l'interno di una casa nobiliare dell'inizio del secolo scorso, ma offrono anche spunti di riflessione museologica sulla presenza di oggetti non di uso comune, eccezionali in sé.

Alcuni dipinti dell'inizio del Novecento testimoniano l'evolversi del gusto nell'abbigliamento moderno tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del secolo successivo: opere di Camillo Innocenti (1871-1941, Sera d'estate e La visita) e Arturo Noci (1874-1953, Nella cabina) provenienti dalla Galleria nazionale. Insieme ai quattro pannelli della Primavera di Galileo Chini (1873-1956), queste tele si allineano con i temi del Liberty italiano e della Belle Époque e al periodo di costruzione dell'edificio.

Altre opere, come il ritratto della principessa Blanceflor De Bildt, moglie ed erede di Andrea Boncompagni, realizzato dal pittore ungherese Philip Laszlo (1869-1937) nel 1925, sono state donate allo Stato insieme al Villino nel 1972.

Una serie di piccoli bronzi raffiguranti figure muliebri di artisti quali Amleto Cataldi (1882-1930), Nicola D'Antino (1880-1966), Emanuele Ordono de Rosales (1873-?), Attilio Pallafacchina (1887-1976), Pietro Clerici (1877-1959), Vincenzo Puchetti (1894-1947), Gaspare Bisceglia (1880-?), costituiscono una preziosa raccolta di scultura di piccole dimensioni dei primi decenni del Novecento, destinata all'arredo della casa moderna. La Culla per i principi reali in bronzo, oro e argento, opera monumentale di Giulio Monteverde (1837-1917), è stata acquistata dallo Stato nel 1995 per arricchire le collezioni del Museo.

La collezione di ceramiche del Museo è stata donata a partire dal 1995 da collezionisti privati su iniziativa dell'Associazione Amici del Museo per le Arti decorative di Roma proprio per costituirne il primo nucleo di arte decorativa. Si tratta di pregevoli e rari pezzi di Duilio Cambellotti (1876-1960), Roberto Rosati (1890-1949), Alfredo Biagini (1896-1952), Ferruccio Palazzi (1886-1972), Olga Modigliani (1873-1968), Romeo Berardi (1882-1961), Virgilio Retrosi (1892-1975) ed altri. Accanto a essi figurano anche interessanti ceramiche di Arturo Martini (1889-1947), Leoncillo Leonardi (1915-1968), Guelfo (1937-1997), Erna Davidoff (1889-1943), ecc., provenienti dalla Galleria nazionale. La collezione di arte decorativa del Museo comprende oggetti eterogenei per materia e tecnica, ma offre nel gruppo delle ceramiche un significativo spaccato della produzione romana dei primi trent'anni del Novecento.

Il Museo ospita anche materiali d'archivio e diversi manufatti (ricami su seta, borse, cuscini, cofanetti, ecc.) realizzati dalle allieve dell'Istituto Femminile Margherita di Savoia nella prima metà del XX secolo che testimoniano non solo l'evoluzione del gusto ma anche l'alto artigianato praticato nella famosa Istituzione romana, sostenuta tra gli anni Venti e i Trenta dall'insegnamento di un artista quale Umberto Bottazzi.

Tra le collezioni spicca inoltre la raccolta di cammei, gessi e impronte in ceralacca, insieme a carteggi e strumenti di lavoro, dell'artista romano Giorgio Antonio Girardet (1829-1890) e dei suoi figli Augusto Giorgio (1855-1955) ed Enrico (1861-1929), gli ultimi grandi rappresentanti dell'arte della lavorazione delle pietre dure a Roma, donata dagli eredi Girardet nel 1998.

Circa ottocento pezzi tra abiti e accessori illustrano in modo particolare la storia della Moda italiana, dagli esordi all'inizio del secolo nel segno di una sensibile dipendenza dalla moda francese alle prime sfide antagonistiche degli anni Venti, fino al raggiungimento di una totale autonomia creativa alla fine degli anni Quaranta per arrivare ai suoi estremi risultati degli ultimi decenni.

Il nucleo fondante è rappresentato da un gruppo di abiti di Fausto Sarli, Fernanda Gattinoni, Valentino, Roberto Capucci e Angelo Litrico donati al Museo per il tramite dell'Associazione Amici del Museo e della Biblioteca della Moda. A questo si è aggiunto nel 1996 il consistente Fondo di abiti appartenuti a Palma Bucarelli (1910-1998), direttrice della Galleria nazionale dal 1941 al 1975 e considerata una tra le donne più eleganti d'Italia. Tra i capi da lei indossati figurano quelli di famose sartorie romane quali Sorelle Botti, Nicola Zecca, Antonio De Luca, Sorelle Fontana. Si sono poi aggiunte le donazioni degli eredi della Sartoria Paradisi di Roma e di altri famosi stilisti quali Raffaella Curiel, Lorenzo Riva, Renato Balestra, Marella Ferrera, André Laug, Mila Schön e i depositi di collezionisti importanti, come quello della giornalista di moda Maria Vittoria Caruso Alfonsi.

Informazioni

Orari: 8:30-19:30 mart.-dom.; chiuso lun., 1 gen., 1 mag., 25 dic.
Prezzo: Ingresso gratuito
Indirizzo: Via Boncompagni, 18 - zona: Tridente / Via Veneto
Contatti: Tel. 06/4282.4074
Web: www.museoboncompagni.beniculturali.it


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