La collezione

Galleria Nazionale di Arte Antica in Palazzo Corsini

La collezione Corsini è l'unica quadreria settecentesca romana che sia giunta intatta fino ai nostri giorni. Nel 1883 i Corsini vendettero al Regno d'Italia il palazzo di via della Lungara e donarono l'intero gruppo di dipinti, bronzi e marmi, che vi erano conservati, con la clausola di rendere pubblico tale patrimonio.La raccolta Corsini costituisce il nucleo principale della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Roma, prima galleria nazionale italiana. In realtà, questa verrà fondata dieci anni dopo, in seguito alle acquisizioni Torlonia e Monte di Pietà (1892), col chiaro intento del nuovo stato di dotarsi di un istituto finalizzato a salvaguardare un patrimonio di inestimabile valore, fino ad allora sopravvissuto sotto la tutela della Chiesa, garantendolo alla pubblica fruizione.Grazie ai diversi inventari redatti lungo il corso del Settecento e dell'Ottocento è stato possibile ricostruire la storia della collezione, costituita da un ampio numero di opere soprattutto sei-settecentesche. La raccolta più antica si costituì a Firenze grazie all'attività del marchese Bartolomeo (1622-85) e di suo figlio Filippo (1647-1706). Una parte di questo nucleo, circa trenta dipinti, venne trasferita a Roma dal "cardinal nepote" Neri Maria Corsini (1685-1770) nella nuova residenza di via della Lungara e comprendeva due tele di Carlo Dolci, alcune "bambocciate" di Michelangelo Cerquozzi e una Madonna col Bambino di Andrea del Sarto.A queste si aggiunsero altri dipinti provenienti dal fondo romano della famiglia, costituito da tre diverse raccolte del monsignor Ottavio (1588-1641), del cardinale Neri (1624-1679), zio di Clemente XII (1730-40), e del marchese Neri (1577-1632).La collezione venne completata dalle opere di proprietà di Clemente XII, nonché dagli acquisti direttamente curati dal cardinale Neri Maria (1685-1770). I dipinti appartenuti al pontefice raffigurano quasi tutti soggetti sacri come Il martirio di Sant'Andrea di Carlo Maratta, o modelli di virtù morali come il Prometeo di Salvator Rosa. Con l'attività di Neri Maria la raccolta si arricchì di opere di Caravaggio, Orazio Gentileschi, Guido Reni, Guercino, Francesco Albani, Sassoferrato e anche di quadri della tradizione cinquecentesca veneta, romana e fiorentina come la Sacra Famiglia di Fra' Bartolomeo. A lui si deve inoltre l'ampliamento della sezione dedicata agli artisti stranieri con l'acquisizione soprattutto del San Sebastiano di Pieter Paul Rubens, e un maggior interesse verso la pittura contemporanea testimoniata dalla presenza della Giuditta di Giambattista Piazzetta, acquistata direttamente dal pittore veneziano, e di dipinti di paesaggio di Paolo Anesi e Gaspard van Wittel.In epoca napoleonica alcuni pezzi furono venduti tra cui diversi paesaggi di Dughet, oggi in Gran Bretagna, alcune opere di Veronese, Albani, Garofalo, Sassoferrato e una piccola veduta di Claude Lorrain poi rimpiazzati da altri acquisti. Dopo la cessione del Palazzo allo Stato Italiano (1883) e l'ampliamento della collezione (arricchita da opere provenienti dalla raccolta Torlonia e del Monte di Pietà, come la copia da Canova della Danzatrice col dito al mento attribuita a Luigi Bienamé o la Sacra Famiglia con santi di Giovanni Coli e Filippo Gherardi), la Galleria Corsini fu in parte smembrata. Per necessità di spazio e per il gusto dell'epoca, rivolto a una riscoperta del Rinascimento, molti dipinti furono messi in deposito o posti sotto consegna di enti pubblici

Informazioni

Orari: 8:30-19:30 merc.-lun.; chiuso mart., 1 gen., 1 mag., 25 dic.
Prezzo: euro 5 intero; euro 2,50 ridotto
Indirizzo: Via della Lungara, 10 - zona: Trastevere / Testaccio
Contatti: Tel. 06/6880.2323
Web: www.galleriacorsini.beniculturali.it/


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